In questa sezione del sito trovate articoli e immagini che riguardano la memoria storica, ad esempio sotto "2° guerra mondiale" è interessante consultare la Mappa della Memoria. Buona lettura.
“[...] chiarire bene il trattamento dei sospetti, perchè mi pare che su 73 sospetti non trovar modo di dare neppure un esempio è un po' troppo [...] Conclusione: SI AMMAZZA TROPPO POCO !!!” [Nota del Generale Robotti in calce al telegramma n.5966/op, ndr]
Introduzione ai luoghi e alle storie che incontreremo... Jasenovac Il 6 aprile 1941, con l'operazione "Castigo", le truppe nazifasciste di Hitler e Mussolini invasero la Jugoslavia (senza dichiarazione di guerra) ponendo fine al Regno di Jugoslavia in pochi giorni. La Slovenia fu suddivisa tra Italia (Provincia di Lubiana annessa all'Italia) e Germania; parte della Serbia finì sotto il controllo di Ungheria e Bulgaria (alleate della Germania); il Montenegro divenne Governatorato italiano, le Bocche di Cattaro furono annesse all'Italia, gran parte della costa dalmata fu annessa all'Italia, mentre la Bosnia, parte della Serbia e la maggior parte dei territori dell'attuale Croazia, costituirono lo Stato Indipendente di Croazia, un regno governato dagli Ustaša di Ante Pavelic, un gruppo ultranazionalista arrivato con i carri armati dall'Italia, dove era stato militarmente addestrato sin dal 1929. In tutti i territori della ex-Jugoslavia, ma in particolare in quelli sotto il controllo dell'Italia e nel neonato Stato Ustaša croato, venne ben presto realizzato un vasto sistema di campi di deportazione e di concentramento, ma anche alcuni campi di sterminio (Pago, Stara Gradiska ecc...), fra i quali ricordiamo quello di Jasenovac, per le dimensioni del massacro.
RELAZIONI ITALO-SLOVENE 1880-1956 Koper-Capodistria, 25 luglio 2000
Indice: I. LETTERE ACCOMPAGNATORIE DEI COPRESIDENTI II. UN RAPPORTO PER IL FUTURO Introduzione - dott. Dimitrij Rupel, Ministro degli Esteri della Repubblica di Slovenia III. PERIODO 1880-1918 IV. PERIODO 1918-1941 V. PERIODO 1941-1945 VI. PERIODO 1945-1956
Un estratto:
Il rapporto analizza le relazioni sloveno-italiane tra gli anni 1880 e 1956. Si tratta del frutto del lavoro di ricerca della "Commissione storico-culturale sloveno-italiana", protrattosi per ben sette anni, dal 1993 al 2000. Affinché fosse fatta chiarezza sui problemi del passato, e venissero creati i presupposti per rapporti futuri quanto più genuini, i governi sloveno e quello italiano proposero che un gruppo di esperti dei due paesi, tracciasse con attenzione ed obiettività il quadro storico degli avvenimenti lungo il nostro confine occidentale. Il lavoro degli esperti si svolse in piena autonomia ed indipendenza, sebbene si trattasse di un'iniziativa voluta dalle Istituzioni dello Stato. Nonostante il documento risulti relativamente sintetico, dietro vi è un arduo lavoro che ha permesso agli storici di raggiungere il consenso su argomenti sino allora contrastanti e tuttora delicati. Pur tuttavia, l'intesa fu raggiunta ed ora disponiamo di un Rapporto congiunto, un testo unico di autori italiani e sloveni su inquietanti e tragiche pagine del passato delle due nazioni. Il Ministero degli Esteri ed il Governo della Repubblica di Slovenia esprimono soddisfazione, perché si è potuti giungere alla realizzazione di quest'importante iniziativa e finalmente anche alla pubblicazione, adeguata nella forma e attendibile nei contenuti, del Documento. Questa nostra comune impresa nel campo della ricerca potrà forse, fungere da modello per analoghe future iniziative.
Potete scaricare la relazione della commissione dal sito dell'osservatorio balcani cliccando qui.
Elio Apih “Italia, fascismo e antifascismo nella Venezia Giulia, 1918-1943: ricerche storiche” - Laterza, BA - 1966
Amerigo Apollonio “Venezia Giulia e fascismo, 1922-1935: una società post-asburgica negli anni di consolidamento della dittatura mussoliniana”, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata, LEG, GO - 2004
Marina Cattaruzza “L'Italia e il confine orientale, 1866-2006”- Il Mulino, BO - 2007
Tone Ferenc “La Provincia 'italiana' di Lubiana. Documenti 1941-1942”, Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, UD - 1994
"Si ammazza troppo poco". Condannati a morte - ostaggi - passati per le armi nella provincia di Lubiana 1941-1943. Documenti, Istituto di Storia moderna, Ljubljana - 1999
Luigi Ganapini “La repubblica delle camicie nere” - Garzanti, MI – 1999
Alessandra Kersevan “Un campo di concentramento fascista: Gonars, 1942-1943” - Kappa vu, UD - 2003, “Lager italiani: pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943” - Nutrimenti -Roma -2008
Anna Di Gianantonio, Gloria Nemec “Gorizia operaia : i lavoratori e le lavoratrici isontini tra storia e memoria, 1920-1947”, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia – GO - 2000
Anna Di Gianantonio “E bello vivere liberi: Ondina Peteani: una vita tra lotta partigiana, deportazione e impegno sociale”, IRSML, TS - 2007
Raoul Pupo “Guerra e dopoguerra al confine orientale d'Italia, 1938-1956”, Del Bianco, UD - 1999
Anna Maria Vinci “Il fascismo e la società locale”, in AA. VV. “Friuli e Venezia Giulia : storia del '900”, IRSML Friuli-Venezia Giulia, LEG, GO - 1997
INQUADRAMENTO STORICO GENERALE:
Primo Levi “Se questo e un uomo”; presentazione e note a cura dell'autore - Einaudi, TO - 1973
Gordon J. Horwitz “All'ombra della morte: la vita quotidiana attorno al campo di Mauthausen” - Marsilio, VE - 1994
Elisa Springer “L'eco del silenzio: la shoah raccontata ai giovani”, a cura di Mario Bernardi – Marsilio, VE - 2003
Daniela Padoan “Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Aushwitz”- Bompiani, 2004
Anna Frank “Diario” prefazione di Natalia Ginzburg – Einaudi, TO - 1971
Hannah Arendt “La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme” - Feltrinelli, MI - 2001
Raul Hilberg “La distruzione degli ebrei d'Europa”; a cura di Frediano Sessi. - Einaudi, TO - 1995
TRENO DELLA MEMORIA 2009 Delegazione del Friuli Venezia Giulia
9 gennaio 2009 – Documenti introduttivi
Vi consigliamo di fare le ricerche per individuare i testi presenti nelle biblioteche iniziando da internet sul sito del Polo SBN del Friuli Venezia Giulia: http://sol.units.it In particolare, oltre a prendere spunto dai testi qui segnalati, vi invitiamo nella ricerca sul sito a digitare alla voce tutti i campi, ad esempio, le parole “deportati gorizia” o “campi di concentramento”. Troverete numerosi riferimenti bibliografici riguardanti molte testimonianze dirette o analisi generali di stampo più storiografico. Altrettanto potete fare con altre parole chiave sugli argomenti che riterrete opportuni ai fini degli approfondimenti che desidererete fare. Altri siti interessanti per la documentazione storica, ma anche per le discriminazioni nel mondo di oggi sono, ad esempio:
Rapidissima premessa. Il fenomeno degli infoibati, e cioè del seppellimento di persone (fucilate o in altro modo giustiziate) nelle cave carsiche dette foibe e nelle cave di bauxite ad opera degli insorti guidati dal Movimento resistenziale sloveno, croato e italiano in Istria e nella Venezia Giulia, conobbe due periodi e due territori distinti. Il primo riguarda l'Istria e va dal 9 settembre al 13 ottobre 1943 e cioè subito dopo l'armistizio firmato da Badoglio, quando quasi tutta la penisola incuneata fra Trieste e Fiume cadde sotto il controllo degli insorti, rispettivamente dei partigiani di quella regione; il secondo periodo va dal 1° maggio alla metà di giugno 1945 e riguarda le città di Trieste e Gorizia con i rispettivi territori conquistati ed amministrati per 45 giorni dalle truppe jugoslave. Questo lavoro si occupa dell'Istria e del primo periodo presentando nel contesto anche alcuni documenti finora inediti o scarsamente conosciuti.
Quando i nazisti sono venuti a prendere gli zingari ho taciuto anzi, ero contento perchè rubacchiavano Quando sono venuti a prendere gli ebrei ho taciuto perchè non ero ebreo e mi stavano anche antipatici Quando sono venuti a prendere gli omosessuali ho taciuto e ne fui sollevato... perchè mi erano fastidiosi Quando sono venuti a prendere i comunisti ho taciuto non ero certo un comunista! E quando sono venuti a prendere... me non c'era rimasto nessuno che potesse protestare...
Liberamente adattato da una poesia di Martin Niemöller
di Giulia Antonelli, Michele Bigatton, Francesco Dario, Agnese Lorenzon, Ambra Makuc, Simone Pecoraro, Andrea Raccovelli (I.S.I.T. N. Pacassi di Gorizia) Treno della Memoria 2009
Dopo la prima guerra mondiale, in Italia sorse un nuovo movimento politico di carattere insieme rivoluzionario e reazionario, nazionalista e totalitario, che rifiutava i principi della democrazia liberale. Questo movimento politico chiamato Fascismo fu capeggiato da Benito Mussolini che raggiunse il potere nel 1922 con la Marcia su Roma. Solamente tre anni dopo, alla prima fase legalitaria si sostituì la fase totalitaria che cambiò radicalmente lo stile di vita e i costumi della società. Dopo l’instaurazione del regime fascista nel 1926, vennero emanate le leggi fascistissime: furono sospesi tutti i partiti e le associazioni d’opposizione (gli antifascisti vennero arrestati, processati ed aggrediti), vennero chiusi gli organi di stampa avversi al regime, venne creata l’OVRA e il Tribunale speciale. In uno stato di tipo totalitario, come fu l’Italia fascista, la propaganda, il controllo dell’informazione e il consenso delle masse fu essenziale. L’Italia di quegli anni era una nazione ancora ampiamente analfabetizzata, nonostante tutte le leggi e i regolamenti emanati durante gli anni precedenti. Creare una nuova scuola significò soprattutto preparare le nuove generazioni all’accettazione del regime. Quindi l’educazione, l’indottrinamento dei bambini e la scuola divennero il mezzo privilegiato della propaganda fascista, nonché un serbatoio di reclutamento.
AMIS - Associazione per il Museo delle Intolleranze e degli Stermini Roma Il Museo virtuale cerca di presentare una lettura del passato capace di offrire strumenti per interrogare il presente. Uno dei percorsi storici è dedicato al tema degli spostamenti forzati nel corso del Novecento www.museodelleintolleranze.it
ANCR - Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza Torino L'Archivio conserva e cura la diffusione di pellicole riguardanti la Resistenza e la guerra partigiana. Nel 2007 è stato promotore dell’iniziativa "La memoria rimossa - occupazione italiana della Jugoslavia (1941-1943)" www.ancr.to.it
ANVGD - Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Roma Federazione che associa le molteplici associazioni locali degli italiani fuggiti dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della Seconda guerra mondiale. Portavoce a livello nazionale delle istanze degli esuli www.anvgd.it
CDM - Centro di Documentazione multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata Trieste Centro che promuove iniziative, pubblicazioni, raccolta di testimonianze sulla cultura italiana dell'adriatico orientale con il contributo delle associazioni degli esuli istriano- dalmati, degli italiani residenti in Istria e Dalmazia, della Provincia di Trieste. Presenta una sezione sulla Giornata del ricordo www.arcipelagoadriatico.it