Porrajmos, una storia dimenticata.

di Luca Bidut, Erica Marcioni, Matteo Bianco, Federico Giunta, Federica Piemonte (Liceo scientifico “Duca degli Abruzzi”-Gorizia) Treno della Memoria 2009

Hanno calpestato il violino zigano.

Hanno calpestato il violino zigano
ne è rimasta della cenere zigana
il fuoco il fumo
si innalzano al cielo

Hanno portato via i zigani
hanno separato i bambini dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via i zigani

Jasenovac è piena di zigani
legati da pilastri di cemento
da pesanti catene ai piedi e alle mani
nel fango fino alle ginocchia

A Jasenovac è rimasto
il loro ossame per raccontare, eventi disumani
l'alba serena si è alzata
il sole ha riscaldato dei zigani.

"C'era una volta un maledetto re che voleva far scomparire tutti i Rom perché avevano un'aria diversa dalla sua e da quella dei suoi parenti, perché parlavano in modo che lui non capiva, e questo lo faceva arrabbiare. Tuttavia, sterminare degli innocenti all'epoca moderna non è una bella cosa. Così il re decise di fare dei Rom dei criminali. Sterminare i criminali è tutt'altra cosa.. Quel re si chiamava Hitler-Tuka..."

prova

Bimba zingara in un campo nomadi prima che venga completamente smantellato dalle autorità, a Surray, Inghilterra, 30 gennaio 1934(in Storia della Shoah, UTET)



Porrajmos, significa devastazione, o grande divoramento. E' il nome dato allo sterminio di 500.000 viaggianti, rom, sinti, nomadi in Europa perpetuato dai nazisti.

Il piccolo era una bellezza. Indossava una sontuosa uniforme bianca costituita da lunghi pantaloni bianchi dalla riga ben stirata, una giacca con i bottoni d'oro, una camicia da uomo e una cravatta. Noi fissavamo come stregate quel bambino stupendo. "Mostra loro come balli il Kozak" disse Mengele e iniziò a battere ritmicamente le mani. Il piccolo allora iniziò a scalciare i talloni pur mantenendo la posizione seduta. Era stupefacente. "E ora canta una canzone". Il piccolo cantò un'ammaliante melodia zingara. Noi continuavamo a stare sull'attenti mentre il bambino si esibiva di fronte a Mengele.
Era evidente che a Mengele piaceva. E strano, ma in mezzo a tutta questa carneficina
noi riuscivamo a chiederci solo una cosa: Mengele aveva intenzione di salvare quel bambino bellissimo dalla camera a gas? Ma il giorno dopo egli sfilò per il Campo senza il piccolo zingaro...
Testimonianza da Auschwitz

Tra il 1939 e il 1945 vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo. La storia della deportazione e dello sterminio degli zingari è una storia dimenticata: ancora oggi la documentazione è frammentaria e lacunosa. Eppure la persecuzione degli zingari in epoca nazista è l'unica, oltre a quella ebraica, dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto «razza inferiore». E anche il regime fascista di Mussolini diede il suo "contributo".

La persecuzione in Germania

All’epoca dell’avvento al potere del nazismo, un numero imprecisato di zingari viveva in Germania. Di ceppo “Sinti”, la loro presenza risaliva al quindicesimo secolo. Organizzati in tribù si spostavano in carovane.
Più tardi arrivarono i “Rom”, più portati a stabilirsi in residenze fisse e a lavorare nelle fabbriche come nei servizi pubblici, a frequentare le scuole e ad assolvere il servizio militare. Considerati comunque tutti vagabondi erano sottoposti, dopo l’emanazione delle Leggi di Norimberga, a sorveglianza della polizia, con un pesante inasprimento di numerosi provvedimenti precedenti alle nuove leggi naziste.
L’inizio della degenerazione genocidaria per i Rom, è ufficialmente datato 14 luglio 1933, quando il nuovo consiglio di gabinetto, guidato da Adolf Hitler, l’odiato “Hitlari” dei Sinti tedeschi, varò il progetto di lotta ai Lebensunwertesleben, i cosiddetti "indegni di vivere".
Nel 1936, in occasione delle Olimpiadi di Berlino, vetrina della grandezza e dello splendore del nazismo, gli zingari vennero rinchiusi nell’apposito campo di raccolta a Mahrzan. Nello stesso anno fu istituito a Berlino un “Istituto di igiene razziale e biologia etnica” che doveva effettuare ricerche e stabilire l’esatta origine degli zingari.
Quando apparve che gli unici, veri “ariani”, la razza pura così cara ai nazisti, erano gli zingari puri, tutti i documenti dell’Istituto sparirono e lo stesso venne chiuso.

Il 20 ottobre 1945 iniziò il Processo di Norimberga: imputati i criminali di guerra nazionalsocialisti. Un anno più tardi, nei dispositivi di sentenza, soltanto poche righe ricordavano lo sterminio del Popolo zingaro:

"I gruppi di azione ricevettero l'ordine di fucilare gli Zingari. Non fu fornita nessuna spiegazione circa il motivo per cui questo popolo inoffensivo, che nel corso dei secoli ha donato al mondo, con musica e canti, tutta la sua ricchezza, dovesse essere braccato come un animale selvaggio. Pittoreschi, negli abiti e nelle usanze, essi hanno dato svago e divertimento alla società, l'hanno talvolta stancata con la loro indolenza. Ma nessuno mai li ha condannati come una minaccia mortale per la società organizzata, nessuno tranne il nazionalsocialismo, che per bocca di Hitler, di Himmler, di Heydrich, ordinò la loro eliminazione"'.

In queste poche frasi della sentenza, c'è tutta la povertà d'indagine, l'indifferenza è la superficialità con le quali il tentativo di genocidio zingaro è stato sbrigativamente ignorato non solo dai tribunali di guerra ma anche dalla stragrande maggioranza degli storici. Sicuramente ciò è dovuto, almeno parzialmente, al fatto che gli Zingari, gente per la gran parte nomade, non ha mai avuto una Storia facilmente ricostruibile; di conseguenza anche le operazioni di sterminio che su di essi si abbatterono ebbero come unici riscontri o le testimonianze dirette o i pochi documenti nazisti che si salvarono dalla distruzione.
Quando oggi si disquisisce dell'ideologia nazista, e dei suoi tentativi di genocidio, si accentra l'attenzione sul massacro del popolo ebreo. E ciò è corretto se, oltre alla quantità numerica dello sterminio, si pensa a quanto furore, a quanta spietata volontà di morte, a quanta mostruosa sapienza tecnologica vennero impiegate dai tedeschi nella loro opera che colpì, primi fra tutti, proprio gli Ebrei.
Ma la storia dell'eccidio degli Zingari dimostra (poiché esiste un filo continuo tra le persecuzioni avvenute prima e dopo l'avvento di Hitler) la vera essenza dell'inenarrabile, della mostruosità ideologica, che sonnecchiava all'interno del mondo culturale e scientifico germanico, pronta a risvegliarsi e a trovare braccia e gambe che l'avrebbero fatta forte e portata lontano.
Benno Müller-Hill, Direttore dell'Istituto di Genetica all'Università di Colonia, ha ricostruito dall'interno, dal mondo degli antropologi, degli eugenisti e degli psichiatri, il massacro razziale degli Zingari e delle altre razze, o categorie della propria razza, ritenute inferiori.
Benno Müller-Hill, chiedendosi perché lo sterminio degli Zingari, degli Ebrei e dei malati di mente fosse avvenuto proprio in Germania e non negli altri stati fascisti (se non per contagio), trova questa risposta: "La Germania apparteneva ai paesi che erano guide mondiali nel campo della scienza e dell'industria. La psichiatria e l'antropologia erano ancora le migliori e le più sviluppate (...) Quando Hitler prese il potere, psichiatri ed antropologi ne furono entusiasti, poiché vedevano in lui il realizzatore e il promotore delle loro idee".
Alla sua cronaca degli eventi, in relazione al primo periodo del Novecento tedesco, mancano però un preambolo e una data importante: la Germania è sempre stata la nazione nella quale gli Zingari sono stati assoggettati, repressi o trucidati più che in altre parti d'Europa e già nel 1899, a Monaco di Baviera, esisteva uno specifico Ufficio di Polizia che si occupava esclusivamente di loro e che poi si trasformò nella Centrale Nazionale delle questioni zingare.

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LE TAPPE
Primi passi verso lo sterminio

Queste, tra le altre, alcune delle date ritenute fondamentali da Benno Miiller-Hill:
1900: vengono riscoperti i lavori di Mendel. Gli scienziati tedeschi credono di trovare conferme sull'eredità di intelligenza e patologia attraverso la genetica mendeliana. "Essi pensano che sarebbe loro compito impedire l'aumento sia delle razze inferiori sia degli inferiori della propria razza, onde evitare l'imminente tramonto della cultura europea";
1904: fondazione degli Archivi per le razze e per la biologia sociale;
1905: fondazione dell'Associazione per l'igiene razziale;
1920: il giurista Binding e lo psichiatra Hoche pubblicano il libro "La liceità di terminare la vita indegna di essere vissuta";
1923: Adolf Hitler, in carcere dopo il putsch di Monaco, legge il libro di Baur-Fischer-Lenz "Eredità nell'uomo e igiene razziale", dal quale trae spunto per l'idea razziale esposta in "Mein Kampf";
1927: viene fondato a Berlino il KWI (Kaiser Wilhelm Institut) per l'antropologia, la genetica e l'eugenica;
1932: si raccomanda una legge (l'Eugenica per il benessere del popolo) tesa alla sterilizzazione degli inferiori;
1933: il ministro della Giustizia Guertner sollecita una legge che proibisce i matrimoni interrazziali;
1933: l'antropologo Fischer, eletto rettore dell'Università di Berlino, definisce la politica del Governo come politica biologico-demografica, a cura dell'importanza vitale dell'eredità e della razza e orientata alla selezione e all'eliminazione;
1934/35: presso il KWI si tiene il primo corso in antropologia per i medici delle SS;
1936: il ministro degli Interni ordina un rilevamento di biologia ereditaria;
1936: lo psicologo e psichiatra Robert Ritter inizia, con l'appoggio della Società Tedesca per la Ricerca, presso il Centro di Igiene Razziale e di Ricerche politico-demografiche, il lavoro sugli Zingari;
1938: Ritter riceve un contributo di 15.000 marchi per i suoi studi sull’asocialità e sulla biologia degli ibridi (Zingari ed Ebrei);
1938: si discute la possibilità di una legge che preveda la sterilizzazione e il Campo di Concentramento per tutti gli asociali;
1939: Hitler inizia la seconda guerra mondiale.
In tutto questo periodo i contatti tra scienziati e uomini di potere si mantennero molto stretti. Scienza e politica - ed era la seconda a trovare nella prima l'oggettività e la credibilità ideologica delle quali abbisognava e per le quali non era sufficiente la sola volontà di potenza - si trovarono unite nel progetto di sterminio.
Un progetto di sterminio che, prima ancora che sugli Ebrei e sugli Zingari, si abbatté sui diversi della stessa razza tedesca: i malati di mente e i disabili gravi furono uccisi a migliaia grazie ad apposite istruzioni su quello che Hitler chiamava "diritto all'eutanasia".
Sugli Zingari, che non scatenavano nella borghesia nazista incubi di natura mistico-religiosa, né appetiti economici, né tanto meno fobie di tipo politico (Ebrei=comunisti), si perpetrò l'accusa di costituire una razza, sì di origine indo-ariana, ma ormai impura e del tutto inutile e asociale.
Gli studi del prof. Ritter e della sua assistente Eva Justin, dovevano dimostrare che i 30,000 Zingari tedeschi, dei quali solo 5.000 ancora nomadi, erano ormai divenuti un gruppo razziale "ibrido" e perciò destinato all'eliminazione.

Questa la classificazione che Ritter e Justin fecero degli Zingari tedeschi:
- Z zingaro puro;
- ZM zingaro meticcio;
- ZM1 metà zingaro e metà tedesco;
- ZM2 metà ZM 1 e metà tedesco;
- ZM+ zingaro più che a metà;
- ZM- tedesco più che a metà;
- NZ non zingaro.

“Gli Zingari si mescolano prevalentemente con vagabondi, asociali, criminali ed a causa di ciò si è prodotto un sottoproletariato di Zingari e vagabondi, che è costato allo Stato somme incalcolabili per l'assistenza. Come ulteriore risultato della ricerca, abbiamo osservato che gli Zingari sono del tutto primitivi dal punto di vista etnologico, ed il loro ritardo spirituale li rende incapaci all'adattamento sociale (...). La questione zingara potrà dunque considerarsi risolta, solo quando il grosso degli ibridi zingari, asociali e fannulloni,sarà riunito in grandi campi mobili di lavoro, e quando l'ulteriore aumento di questa popolazione mista sarà definitivamente impedito. L'istinto di ricerca sull'igiene razziale è già oggi capace di esprimersi oggettivamente sul grado di mescolanza e sul valore ereditario di ogni singolo così detto Zingaro, cosicché per la messa in atto di misure di igiene razziale non ci sono più problemi".

Già nel 1936, secondo Mirella Karpati, erano cominciate le misure di igiene razziale.
Convogli di Zingari erano stati inviati nel Campo di Concentramento di Dachau: era già iniziata la soluzione finale.
Con l'inizio della guerra le deportazioni si fecero più massicce e, in ogni zona occupata dall'esercito tedesco, la sorte degli Zingari era segnata: o il campo di concentramento o la fucilazione sul posto.
Le popolazioni dei territori occupati, soprattutto quelle dell'Est europeo, vennero suddivise in quattro categorie (in previsione del successivo sterminio degli slavi), I, II, II, IV: a quest'ultima, quella che prevedeva l'eliminazione sul posto, appartenevano gli Zingari. La maggior parte delle vittime del massacro morirà nelle strade, nei villaggi distrutti, negli accampamenti dati alle fiamme dai gruppi di assalto.

Le deportazioni e lo sterminio.

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Quando la Germania, l’1 settembre 1939, aggredì la Polonia, le SS delle Einsatzgruppen massacrarono intere popolazioni e moltissimi zingari. Il 21 settembre dello stesso anno venne messo in atto un piano di deportazione di 30.000 zingari dalla Germania in Polonia. Nell’aprile del 1940, 2.500 furono trasferiti nel ghetto di Lodz. Anche in Austria, Moravia e Slovacchia, come in Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo, nazioni occupate dalle armate naziste, gli zingari vennero rastrellati ed inviati dapprima in appositi campi di lavoro e poi, dalla primavera del 1941 ad Auschwitz, ove nel marzo 1943 a Birkenau, venne istituito lo speciale settore a loro riservato, denominato Zigeunerlager (32 baracche). In questo lager nel lager, vennero imprigionate intere famiglie in attesa di essere sterminate nelle camere a gas. Nella primavera 1943 erano imprigionate non meno di 16.000. Nel settembre 1942, molti zingari furono inviati dal ghetto di Varsavia a Treblinka, per esservi sterminati. Un intero trasporto, proveniente da Bialystock – 1.700 donne, bambini e uomini – fu totalmente eliminato all’arrivo ad Auschwitz-Birkenau, nel marzo 1943, senza che nemmeno uno di loro avesse avuto la possibilità di entrare nel campo. Il 16 maggio 1944, i nazisti tentano di liquidare lo Zigeunerlager, ma desistettero davanti alla rivolta disperata degli zingari prigionieri. Tuttavia l’azione verrà di nuovo organizzata dalle SS nei primi giorni dell’agosto 1944 quando, in una sola notte, 2.897 zingari vennero eliminati nelle camere a gas di Birkenau.

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In Serbia la questione zingara venne risolta definitivamente: tra coloro che non riuscirono a fuggire, non ne fu lasciato vivo neppure uno.
I massacri si estesero anche ai Balcani, in Olanda, in Belgio. In Norvegia sopravvissero solo alcune decine di Zingari. In Francia vennero allestiti decine di Campi di Concentramento.
In Italia alcuni Campi vennero costruiti vicino a Campobasso, nei pressi di Teramo, Bolzano e Cosenza. Secondo Mirella Karpati un Campo di raccolta venne progettato anche in Sardegna, a Perdasdefogu, al quale sarebbero stati destinati gli Zingari della Venezia Giulia: testimonianze orali lo confermerebbero ma non è stata trovata alcuna traccia documentale.
Si è calcolato che all'interno dei Campi di Concentramento in Germania in Polonia perirono circa 520.000 Zingari. Kenrick e Puxon, che dell'eccidio danno ancora un'altra valutazione, parlano, tra gli altri di:
Deportati da:

  • Romania 300.000
  • Russia 200.000
  • Ungheria 100.000
  • Slovacchia 80.000
  • Polonia 50.000
  • Francia 40.000
  • Croazia 25.500
  • Italia 25.000
  • Germania 20.000

imm5Il numero esatto degli Zingari deceduti nel corso della seconda guerra probabilmente non si conoscerà mai, ma, cifre a parte (c'è chi ha parlato di 800.000/1.000.000 di morti), il piccolo Popolo rischiò la definitiva scomparsa dal continente europeo.
Nel corso della guerra diversi degli sfortunati che finirono nei Campi di Concentramento, prima di essere inviati alle camere a gas, vennero utilizzati per esperimenti scientifici di varia natura.
Il famigerato dottor Mengele condusse numero-si ed atroci esperimenti sui bambini zingari che, al loro arrivo, provvedeva personalmente a selezionare come cavie sue preferite, in particolare per le sue efferate ricerche sul nanismo e su un tumore della pelle, causato dalla denutrizione e largamente presente trai bambini Rom del lager.



La persecuzione in Italia

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In Italia, dove la presenza di zingari era stimata, negli anni ‘20/’30, in 25.000 unità, il fascismo sollevò la “questione degli zingari” e si richiamò ad argomentazioni “scientifico-culturali” di assolutamente improbabile serietà.
Se nel 1938, nel “Saggio sulla storia e le origini degli zingari”, venivano definite le qualità psico-morali degli zingari “mutazioni regressive” e si affermava che il prodotto di incroci tra zingari e italiani era da considerarsi “uno sfavorevole apporto razziale”, nel 1939, sulla rivista “Difesa della razza”, Guido Landra, uno dei firmatari del Manifesto della Razza, denunciava il pericolo rappresentato dagli zingari, sottolineando la loro nota tendenza al vagabondaggio e al furto, ma soprattutto richiamando l’esemplare atteggiamento tenuto dal governo tedesco nei loro confronti.
Rastrellamenti di nomadi, soprattutto se stranieri o di cittadinanza dubbia, furono compiuti già dalla metà del 1938. In genere il loro destino era l’espulsione dal territorio italiano o la deportazione in Sardegna, in Calabria o in altre zone disagiate ed isolate dell’Italia meridionale.
L’11 settembre 1940, il capo della polizia,Arturo Bocchini, emanò i primi provvedimenti di internamento, inviati ai Prefetti del Regno e al Questore di Roma.
Ebbero così inizio i primi arresti. Gli zingari rastrellati nel Ferrarese vennero concentrati nel comune di Berra, mentre quelli che vivevano nella provincia di Bolzano furono imprigionati nel carcere. Per quelli presenti nei territori di Campobasso, il Prefetto locale fece presente l’opportunità di destinare al loro internamento il campo di concentramento di Boiano. Era questo un campo composto di quattro grandi costruzioni di un ex fabbrica per la lavorazione del tabacco, di fronte alla linea ferroviaria, circondate da un reticolato alto due metri. Secondo i dati ufficiali, il campo di concentramento di Boiano poteva accogliere 250 internati “normali” oppure 300 zingari. A Boiano vennero imprigionati 58 zingari, trasferiti dopo il 15 agosto.
Nel settembre 1941, nel campo di Agnone, che già ne aveva avuti in carico altri 57, dal luglio 1940, da un documento del Comune, risultavano essere 76 gli zingari internati in questo campo, di nazionalità italiana, spagnola, croata, francese. Un gruppo di zingari fu trasferito successivamente a Isernia.
A Tossicia (Teramo) vennero deportate intere famiglie dalla Slovenia. In condizioni raccapriccianti vissero uomini, donne e bambini. Nove ne nacquero durante la prigionia, condizione che durò fino al 26 settembre 1943, quando gli zingari abbandonarono il campo e si rifugiarono nella zona di Bosco Matese.
Zingari vennero imprigionati anche a Vinchiaturo (Campobasso), Ferramonti (Cosenza), Poggio Mirteto (Rieti) e Perdasdefogu, in Sardegna.
Durante il conflitto bellico, nei paesi dei Balcani occupati militarmente, le gerarchie militari consegnarono ai fascisti croati ed ai nazisti gli zingari che cadevano nelle mani dell’esercito italiano.
Dopo l’8 settembre 1943 alcuni zingari fuggiti dai campi italiani si unirono alle formazioni partigiane, partecipando alla Resistenza contro i nazifascisti. Tra loro Walter Catter, fucilato l’11 novembre 1944, il cugino Giuseppe Catter, fucilato a Colle San Bartolomeo (Imperia), Rubino Bonora, il rom istriano Giuseppe Levakovich, Amilcare Debar, staffetta e poi partigiano combattente nella 48° brigata Garibaldi e, dopo la guerra, rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.

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IN SINTESI

- Porrajmos è il nome con cui si indica lo sterminio dei Rom perpetuato dai nazisti. Esso rappresenta una manovra di annientamento totale indirizzata a spazzar via la presenza di un intero popolo mediante l'annullamento fisico ma anche di tutto quel complesso sistema di valori culturali legati al linguaggio, alla religione, alle arti e ai costumi.

- Origine indiana, anche se inizialmente si credeva che fossero ariani che avevano, in seguito alle migrazioni, mescolato il loro sangue con le popolazioni slave,diventando simili a loro

- 500.000 zingari uccisi (forse 800.000-1.000.000)

- I provvedimenti del governo tedesco: leggi razziali;
sterilizzazione;
campi di concentramento e di sterminio;
cavie negli esperimenti scientifici1
1. A partire dal 1943,soprattutto nel settore di Auschwitz dedicato alle famiglie Rom, vennero inculcati germi e virus patogeni per osservare la reazione dell’ organismo di fronte alle malattie, mentre ad altri venne imposto di bere acqua salata fino alla morte.

- Luoghi di deportazione: -inizialmente campo di Marcan
-1936-1938campi comunali-“Zigeunerlager”
-dal 1941: Auschwitz(donne)
Birkenau
Tublinka
Saksenhausen(uomini)
Jasenova
Bergen-Belsen
Dachau
Mathausen

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-Simbolo era un pezzo di stoffa triangolare, di colore nero, che indicavano gli “asociali”, oppure verdi, che rappresentavano i criminali di professione, oppure semplicemente una lettera Z, che era l ‘iniziale tedesca per “Zigeuner”.

I TRAUMI

“Ci sono notti - spiegava una superstite - in cui piangi come un bambino, perché dici: Com’è possibile una cosa del genere? Ho fatto qualcosa di male a qualcuno? Che cosa ci posso fare se i miei genitori sono zingari? Che cosa ci possono fare i miei genitori se sono zingari? Sì, perché tutto ciò? Perché mi si vuol togliere la vita? Perché vali meno del più piccolo insetto che viene calpestato?Sì, ogni albero, ogni pianta ha diritto di vivere. Ogni animale. Esiste una associazione per la protezione degli animali. Sì. Chi protegge la vita di un uomo?”

Hugo Franz, Düssendorf,6.12.1985, in Storia della Shoah, Utet



BIBLIOGRAFIA:
AA. VV., Storia della Shoah, Utet 2008
AA.VV., Dizionario dell’Olocausto, Einaudi 2004

SITOGRAFIA:
www.spazioamico.it
www.liblab.it
www.romacivica.net/amis
www.auser.sardegna.it/
napoli.indymedia.org
www.cestim.it
www.segretariatosociale.rai.it

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