Sabato 24 luglio 2010
La Carovana "In Europa oltre i nuovi muri" 2010, organizzata da Tenda per la Pace e i Diritti, con i patrocini del Comune di Staranzano, la Provincia di Trieste e la Provincia di Gorizia, parte per la Bosnia ed Erzegovina con a bordo trentacinque carovanieri. Molti gli incontri organizzati nelle tappe di Mostar, Sarajevo, Tuzla, Bratunac, Potocari, Srebrenica e Lukavica, con associazioni del luogo che ci aiuteranno a capire qual'è oggi la situazione di queste terre e a quale futuro guarda la Bosnia ed Erzegovina.
La Carovana rientrerà in Italia il 31 luglio e già il 3 agosto alle 21.00 ci sarà un primo racconto a caldo, durante l'incontro con i partecipanti al campo Pax Christi, a Opicina (Ts) nella sede dell'associazione Arià (strada per Monrupino). Durante la serata inoltre sarà proiettato uno spezzone del film-documentario realizzato da Max Mucchiut (ass. Primi Piani) e Tenda per la Pace e i Diritti sulla Carovana in Bosnia ed Erzegovina del 2008, la cui uscita è ormai imminente!
Se volete approfondire l'itinerario della Carovana 2010, leggete la CaravanAgenda !
Sretan put!!!
Ultimo aggiornamento (Sabato 24 Luglio 2010 00:42)
“Tenda per la Pace e i Diritti” propone il seguente progetto, finalizzato all'elaborazione di percorsi educativi
partecipativi in relazione e collaborazione con istituzioni scolastiche, amministrazioni provinciali e comunali, enti e realtà associative e con i giovani delle province di Trieste e Gorizia, ai quali principalmente l’iniziativa è rivolta. L'obiettivo fondamentale è far si che l'enfasi posta sulle celebrazioni legate al tema della memoria non resti limitata ad un giorno o ad un momento particolare (come suggeriva Leopardi le “ricorrenze” servono più a dimenticare le persone o i temi che si enuncia di voler celebrare), ma possa essere invece un'occasione per prendere slancio e trovare gli stimoli giusti per affrontare la realtà in cui viviamo. Il percorso formativo proposto, a partire dalla volontà di conoscere la realtà storica del ‘900 nel nostro territorio, così ancora complessa e difficile da raccontare, vuole favorire l'elaborazione di nuovi documenti e materiali didattici da parte dei giovani, fornendo loro strumenti e stimoli non ideologici di conoscenza, anche grazie alla rete di rapporti con enti, persone e realtà associative presenti sia in Regione che nell’ex-Jugoslavia che la nostra Associazione ha sviluppato e accresciuto anche nel progetto realizzato lo scorso anno e che affiancava il Treno della Memoria. L'obiettivo è favorire lo sviluppo di una più sentita memoria condivisa del periodo dei conflitti mondiali, o almeno, a partire dall'ascolto e dalla conoscenza dell'Altro, diffondere il seme del dialogo e della coesione, tema fondamentale per costruire quella nuova Europa che proprio dall’accettazione delle sue identità e differenze, dalla comprensione e dal riconoscimento reciproco, superi i confini del passato, si liberi dai muri di odio e ignoranza che ancora persistono, costruisca un futuro di pace.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Gennaio 2010 15:49)
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autore: Tenda per la Pace e i Diritti
La Corte Europea dei Diritti Umani oggi ha pubblicato un giudizio contro la Repubblica di Slovenia per un gruppo di cittadini che, il 4 luglio 2006, hanno presentato un ricorso contro l'illegalità della loro “cancellazione„ dal registro dei residenti avvenuta 1992 a seguito della dichiarazione di indipendenza della Slovenia. Di seguito il comunicato in inglese che ci è pervenuto dagli amici Ursula Lipovec Čebron e Roberto Pignoni che, a Lubiana, assieme al Movimento dei Cancellati, Amnesty International Slovenia, all'Istituto della Pace e altre associazioni, hanno sostenuto in tutti questi anni questa importante battaglia per il diritto ad esistere.
Press Release, 13 July 2010
The European Court of Human Rights today issued a judgment against the Republic of Slovenia in favor of a group of applicants who, on 4 July 2006, filed an application complaining about their unlawful “erasure” from the registry of permanent residence in 1992 soon after the Slovenia’s declaration of independence.
Ultimo aggiornamento (Venerdì 16 Luglio 2010 22:06)
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fonte: comeunuomosullaterra.blogspot.com
Ieri sera i 205 ragazzi eritrei detenuti da 16 giorni nel carcere di Braq, nel sud della Libia, sono stati rilasciati. Nelle stesse ore sono stati liberati tutti i cittadini eritrei chiusi nei vari centri di detenzione in giro per la Libia, circa 400 persone in totale secondo stime delle autorità di Tripoli confermate dalla comunità eritrea. Il rilascio colelttivo - annunciato nei giorni scorsi dalle autorità della Jamahiriya e dal direttore dell'ufficio di tripoli dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) Laurence Hart - è il risultato anche delle pressioni di organizzazioni internazionali come Human Rights Watch e Amnesty International, di alcuni organi di stampa nazionali e della campagna messa in atto da noi gruppi della società civile. Poco prima di essere liberati, i reclusi di Braq sono stati ascoltati dai membri della commissione d'inchiesta voluta dal leader libico Muammar Gheddafi. A loro hanno ripetuto che non vogliono restare nel paese arabo e che non sono immigrati irregolari ma richiedenti asilo, e che come tali vogliono ottenere lo status di rifugiati in un paese terzo che abbia firmato la Convenzione di Ginevra. L'Italia - che ha respinto in mare 103 dei 205 reclusi di Braq, oltre a centinaia di altri potenziali richiedenti asilo - ha espresso la disponibilità ad accettare il resettlement di alcuni di loro. Vedremo nelle prossime settimane se questa disponibilità sarà seguita da fatti concreti, vista anche la responsabilità diretta del governo italiano nella situazione di stallo in cui si trovano oggi centinaia di eritrei in Libia. tutte le info su http://comeunuomosullaterra.blogspot.com English version:
Ultimo aggiornamento (Venerdì 16 Luglio 2010 21:49)
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di Fondazione Alexander Langer e Tuzlanska Amica
La Fondazione Alexander Langer ha deciso dal 2007 di avviare insieme all'associazione Tuzlanska Amica di Irfanka Pasagic un rapporto permanente con Srebrenica,con lo scopo di far conoscere la città, animarla con iniziative artistiche e culturali, incoraggiarne le forze favorevoli alla pace e alla convivenza. Un gruppo di giovani di Srebrenica ha dato un importante contributo a questa iniziativa, accompagnando i partecipanti alla conoscenza della città, dopo aver frequentato seminari di autoformazione, nell’ambito di progetti sostenuti dalla Provincia Autonoma e dal Comune di Bolzano. E coinvolgendo studenti e volontari anche di altre località della BiH.
Dal 1. al 7 agosto 2010 è in programma la 4. edizione dell’incontro a Srebrenica, dedicato quest’anno ad un percorso di conoscenza delle potenzialità economiche e ambientali della città che prima della guerra era un importante centro termale e turistico. Per questo saranno presenti gruppi di artisti (dai Motus di Siena, il duo klezmer di Trieste Bembi-Simonetto, la Max Maber Orkestra di Trieste, l'associazione Sagapò Teatro di Bolzano, i Baobab International di Pescara) che hanno deciso di avviare un rapporto di lunga durata e di partnerariato con la città). Al viaggio formativo partecipa anche un gruppo di studenti del Master “Operatori di pace, mediatori di conflitti” organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna e dalla Formazione professionale di Bolzano, nell'ambito di uno Stage di studio sulla situazione della BiH, supportato dall'Istituto per il regionalismo e le minoranze dell'Accademia Europea di Bolzano.
Uno dei punti centrali della Settimana internazionale sarà un Workshop con il testo di Alexander Langer sulla convivenza interetnica, intereligiosa, interculturale. Nell'occasione viene pubblicata un'edizione straordinaria del testo in cinque lingue, comprese quelle locali. E' uno dei tanti modi accompagnare Srebrenica nel periodo,, che non sarà non breve, di recupero della propria identità plurima e delle basi economiche e sociali di una vita “normale” che la guerra ha cercato violentemente di annullare.
Vedi il programma della IV Settimana Internazionale della Memoria
Ultimo aggiornamento (Martedì 13 Luglio 2010 11:47)
di ADRIANO SOFRI
Le tragedie vogliono guadagnarsi un’aura di destino, e se ne fabbricano coincidenze impensabili. Così, il quindicesimo anniversario cade nella domenica della finale di calcio mondiale. Avevano chiesto, le associazioni delle vittime, di dedicare un minuto di silenzio a Srebrenica, nella finale. A Sarajevo avevano trepidato all’idea che potesse arrivarci la Serbia. Non è successo, ma un diavolo ci ha messo la coda, perché alla finale è arrivata l’Olanda, gran paese, eccellente squadra, ma furono olandesi i militari delle Nazioni Unite che a Srebrenica 1995 brindarono con Mladic, furono traditi dai capi dell’Onu e della Nato, e tradirono un popolo inerme che si era affidato loro.
La Fifa, per bocca del suo segretario, Jerome Valcke, ha affettato comprensione, ma ha spiegato che l’11 luglio è anche il cinquantenario della prigionia di Mandela, e che del minuto di silenzio non se ne può far niente. Tanto meno dell’altra proposta, la più estremista, di lasciare sugli spalti dello stadio 8.346 posti vuoti, in memoria. Immagino già che cosa stiate pensando: “è troppo”. L’ho pensato anch’io, naturalmente. 8.346 posti vuoti in una finale mondiale di calcio sono troppi. L’abbiamo pensato anche leggendo la cifra dei trucidati di Srebrenica, che 8.346 erano troppi: ma con minor trasporto, no?
Ultimo aggiornamento (Martedì 13 Luglio 2010 07:56)
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11 luglio 2010
di Tenda per la Pace e i Diritti e Donne in Nero di Belgrado
A quindici anni dal genocidio di Srebrenica pubblichiamo una lettera ricevuta dalle Donne in Nero di Belgrado. In questa lettera queste incredibili donne che lo scorso anno abbiamo incontrato durante la Carovana "In Europa oltre i nuovi muri", invitano a partecipare alla commemorazione del genocidio di Srebrenica e chiedono ancora, come fanno fin dall'inizio, in unità e solidarietà con le donne di Srebrenica, giustizia per le vittime.
Oggi si è svolta a Srebrenica quella che è molto più di una commemorazione, è un rinnovare ogni anno il dolore non solo attraverso il ricordo, ma anche attraverso la sepoltura delle vittime che durante l'anno sono state tratte dalle fosse comuni e identificate. In questo quindicesimo anniversario ne sono state sepolte altre 775; 60.000 le persone presenti e le Donne in Nero di Belgrado erano tra loro.
(Guarda il video)
Anche se la lettera delle Donne in Nero è un appello a iniziative già passate, non pensiamo che la sua pubblicazione sia inutile. In questo periodo in cui ci prepariamo a partire per la Bosnia ed Erzegovina con la Carovana 2010, troppo spesso abbiamo sentito parlare dei crimini compiuti "dai serbi", dal "popolo serbo". In questo modo si mettono nell'ombra tutti quei serbi che si sono schierati contro la guerra e hanno denunciato i crimini delle truppe guidate dal generale Ratko Mladic, ancora latitante, di Radovan Karadzic, ora a processo al tribunale dell'Aia, Zeljko Raznatovic (Arkan), Milosevic e tutti gli altri criminali.
Ci sono donne e uomini che, al di là dell'etnia o religione di appartenenza, al di là di dove si trovassero a vivere in quel momento, hanno gridato l'orrore di ciò che stava accadendo.
Gli stessi uomini e donne che ancora oggi mettono tutto loro stessi nell'impegno per la costruzione di una società più giusta, non fondata su nazionalismi, prevaricazioni e xenofobie, dovunque si trovino oggi, a qualunque etnia o religione appartengano.
Anche a loro, assieme alle Donne/Madri di Srebrenica e a tutte le vittime va la nostra vicinanza in questo 11 luglio 2010 e invitiamo quanti volessero cogliere l'appello delle Donne in Nero rispondendo alle domande o dando un paio di scarpe, a contattarci visto che la Carovana 2010 sarà a Srebrenica il 29 e il 30 luglio.
dalle Donne in Nero di Belgrado:
Care amiche e amici di pace
Ultimo aggiornamento (Domenica 11 Luglio 2010 23:01)
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Giovedì 17 giugno Welcome a Monfalcone...
ore 17.30 in piazza Unità d'Italia (vicino alla fontana)
ARTE ANTIRAZZISTA - Realizzazione di 10 metri di striscione a più mani!!!
ore 20.00 in Officina Sociale via Natisone 1
Incontro con Alessandra Sciurba di Meltingpot - referente della Campagna Welcome! Indietro non si torna
Proiezione del video "Indietro non si torna" documentario girato in Grecia sui migranti respinti dai porti italiani
Presentazione di "Intendiamoci", progetto di accoglienza da realizzare a Gradisca a cura di Tenda per la Pace e i Diritti
Banchetto equo e solidale a cura di Benkadì
organizzato da Ya Basta! - Officina Sociale - Tenda per la Pace e i Diritti - Unione degli Studenti - Benkadì
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 16 Giugno 2010 17:14)
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